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Come si contano gli anni…

Calendario Romano
Con l’espressione “anno zero” si usa indicare, con valenza metaforica, l’inizio di una nuova fase in ambito storico o sociale, a volte anche personale. Ovviamente il significato più proprio è quello cronologico di inizio del conteggio degli anni in una data era.
Dire che l’anno in corso è il 2016 d.C. fa riferimento all’aver fissato come inizio di conteggio (anno zero) quello dell’incarnazione (concepimento) di Cristo.

Un dato avvenimento, in genere, viene riconosciuto degno di fare da “anno zero” solo a posteriori, banalmente perché, quando esso si verifica, non se ne colgono immediatamente la portata e le conseguenze. Questo spesso porta ad una più o meno grossolana sorta di approssimazione sulla sua esatta collocazione temporale.

Quanti di noi sanno quando abbiamo cominciato a contare gli anni dalla nascita di Cristo?

Nello studio della storia spesso ci riferiamo a date che acquistano significato solo dal valore prolettico che attribuiamo al nostro calendario.
Ci hanno insegnato, ad esempio, a ritenere che l’impero romano sia caduto nel 476 d.C..

Ma all’epoca gli anni li contavano già con riferimento all’era cristiana? La risposta è no!

Quello che noi indichiamo come anno 476, all’epoca era indicato, anche dalla stessa chiesa cattolica, come 192 dell’era dei martiri o di Diocleziano. L’anno zero di questa era corrispondeva alla proclamazione di Diocleziano imperatore avvenuta il 20 novembre 284. In precedenza nel mondo romano gli anni venivano contati dalla data della fondazione di Roma (ab Urbe condita).
La data del Natale di Roma fu fissata (nel I secolo a.C.) al 21 aprile dell’anno 753 a.C. dallo storico latino Marco Terenzio Varrone, sulla base dei calcoli effettuati dall’astrologo Lucio Taruzio Firmano.

Il calendario gregoriano

Solo nel VI secolo Dionigi il Piccolo, un colto monaco originario della Scizia, basandosi sui vangeli canonici e su altri documenti storici a sua disposizione, calcolò la data approssimativa della concezione di Cristo e la fissò a 753 anni dalla fondazione di Roma.
Egli stesso, quindi, ebbe l’idea di numerare gli anni “ab Incarnatione Domini nostri Iesu Christi“, cioè dalla data di “incarnazione di nostro signore Gesù Cristo” coniando l’espressione “anno Domini“.

In effetti l’era cristiana (cioè la cronologia di Dionigi) divenne prassi e fu adottata ufficialmente solo molti secoli dopo. Fino all’VIII secolo veniva usata solo da cronisti e storici. Nell’VIII secolo cominciò ad essere usata nei paesi anglosassoni.

La chiesa cattolica continuò a usare l’era di Diocleziano e solo a partire dal pontificato di Giovanni XIII (965-972) la cancelleria pontificia adottò l’era cristiana. In Spagna fu adottata solo nel XIV secolo.
L’uso di contare in base all’anno Domini anche gli anni prima di Cristo fu adottato nel corso del XVIII secolo; in precedenza la cronologia di quegli anni faceva riferimento alla saga biblica della creazione del mondo.

PS: Ho fatto più volte riferimento all’anno zero, ma va precisato che il conteggio degli anni ha un approccio ordinale che rende privo di significato il valore zero: una sequenza ordinale comincia con l’elemento “primo“.
Va, inoltre, sottolineato, che quanto discusso fa riferimento ad un periodo temporale che arriva alle soglie dell’anno 1000 e che il concetto di “zero matematico” è stato introdotto in occidente intorno al 1200 da Leonardo Fibonacci. Quindi la locuzione “anno zero” va intesa con il significato di riferimento del conteggio, punto di partenza.

Enzo Costantini